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Istituto dei Ciechi

Opere Riunite "I. Florio – F. ed A. Salamone" Palermo



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Articoli con tag "progetto"

21 marzo 2017

Avviso Pubblico per la selezione di soggetti con disabilità sensoriale da avviare a corsi di ceramista e sartoria per il progetto “Mi ci vedo”

Premesso che l’Istituto dei Ciechi “Opere riunite I. Florio – F. ed A. Salamone” è un Ente pubblico di Istruzione, educazione ed assistenza per ciechi, sorto l’uno per iniziativa popolare e per munificenza del Comm. Ignazio Florio, l’altro per testamento della signorina Francesca Salamone in Notar Portera di Mistretta, raggruppati in unico Ente morale con R. decreto 29 ottobre 1898, dichiarato Istituto d’Istruzione e di educazione, con sede in Palermo, via Angiò n. 27; 


9 marzo 2017

Progetto Stenopè

L’esperienza stenopeica con i nostri allievi

L’Istituto dei Ciechi “Florio e Salamone” di Palermo, in collaborazione con l’Association Dialogue de l’Image di Parigi, ha effettuato il primo atelier fotografico stenopeico, interamente realizzato con allievi non vedenti ed ipovedenti.

Le foto sono state eseguite dal 12 al 22 Luglio 2010, per le strade, i monumenti ed i mercati della città da: Filomena Autiero, Elena Iacob, Nino Pillitteri, Tiziano Ferraro, Vincenzo Benigno, Stefano D’Alessandro.

Sono state realizzate circa 40 foto e le stesse sono state esposte il 23 e 24 Luglio 2010 nella villetta dell’Istituto.


9 marzo 2017

Progetto “Montre moi qui tu es”

Foto realizzate col metodo stenopeico da non vedenti e ipovedenti palermitani verranno esposte in una mostra che sarà allestita nella sede dell’Unesco a Parigi. È quanto prevede il progetto “Montre moi qui tu es” (“Mostrami chi sei”) che ha coinvolto gli allievi dell’Istituto dei ciechi “Florio e Salamone” del capoluogo. Gli studenti, diretti dagli istruttori francesi Francois Perri, Fausto Urru, Christine e Lea Talabard, e dal docente dell’istituto, Felice Gulotta, hanno realizzato scatti fotografici con delle boite stenopeiche, vere e proprie “buatte” con un buchino di circa un millimetro, dentro alla quale si poggia una pellicola o un foglio di carta fotografica che, dopo una lunga esposizione, diventa negativo da stampare. Così per una settimana Vincenzo Benigno, Filomena Autiero, Tiziano Ferraro, Antonino Pillitteri, Antonino Mazzara, Giorgia Inzinzola, Stefano D’Alessandro, Alessandra Di Peri, Claudio Romeo, Ignazia D’Agostino, Salvatore Renda, Antonella Noto, Carmen La Sala ed Elena Iacob si sono trasformati in fotografi.




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